«Alice»: una seconda stagione di libri e meraviglie

Incontro con Massimo Zenari

Approfondimento del 02.10.2019 di Matteo Ferrari

Sabato 12 gennaio 2019 Rete Due, il secondo canale radiofonico della RSI - Radiotelevisione Svizzera di lingua italiana, ha inaugurato Alice, trasmissione settimanale interamente dedicata ai libri e alla letteratura. Una novità salutata con favore non solo dagli addetti ai lavori. Il programma, in onda ogni sabato dalle 14:30 alle 16:00, è condotto in alternanza da Mariarosa Mancuso e Massimo Zenari ed è articolato in una struttura modulare che si ripete uguale di settimana in settimana: ad aprire ogni puntata sono un editoriale e un’intervista di mezz’ora con un’autrice o un autore, a cui seguono nell’ora successiva quattro interviste di una decina di minuti l’una, il tutto intercalato da brani musicali. Il formato permette alle singole sezioni della trasmissione di avere validità anche singolarmente, e infatti, dal lunedì al venerdì, sul mezzogiorno, la stessa Rete Due ripropone le interviste trasmesse il sabato precedente, in una versione appena ridotta, come Pillole di Alice. L’intervista lunga rifluisce inoltre nella trasmissione Geronimo Letteratura, in onda sulle stesse frequenze il mercoledì alle 11:30. Un ritorno dei medesimi contenuti che, se forse potrà apparire ridondante agli ascoltatori più assidui, permette però di informare sui contenuti dell’ultima puntata e, perché no?, di incuriosire chi se la fosse persa. Alice si è inoltre distinta per alcune uscite sul territorio, di cui parleremo più avanti, come quella in occasione delle Giornate letterarie di Soletta.
Il 15 giugno la trasmissione si è congedata per le vacanze estive, con la promessa però di tornare per l’autunno. Ho incontrato Massimo Zenari all’inizio della seconda stagione, inaugurata sabato 7 settembre 2019. Le prime puntate dell’autunno stavano prendendo forma in quei giorni e gli spunti di discussione sono stati molteplici.

Decidiamo di iniziare dalla genesi della trasmissione, che dovrebbe risultare tanto più interessante dal momento che Alice ha colmato quello che molti sentivano come un vuoto nel palinsesto della RSI, in particolare in quello di Rete Due.
Da tanti anni a Rete Due si avvertiva l’esigenza di proporre un programma interamente dedicato ai libri, da ben prima della nascita di Moby Dick, il magazine di approfondimento del sabato mattina prodotto da Roberto Antonini che si occupa di cultura, politica e società, e dei vari Geronimo (Filosofia, Storia e Letteratura). A maggior ragione dopo il suo successo e la successiva creazione delle trasmissioni che la Rete ha via via dedicato all’arte (Voci dipinte) e allo spettacolo (Domani è un altro giorno), che si sono aggiunte al Giardino di Albert, dedicato alla scienza. Riguardo a un programma specifico sui libri, diverse proposte furono avanzate negli anni, ma nessuna riuscì mai ad andare in porto. Credo che alla base di Alice ci sia un progetto originario di Mariarosa Mancuso, da anni l’autorevole “voce dei libri” sulle nostre frequenze. Quel progetto, rielaborato anche da colei che dagli inizi produce il programma, Moira Bubola, e dalla produttrice di Rete Due Sandra Sain, è diventato ciò che possiamo ascoltare ogni sabato a partire dalle 14:30: una trasmissione di un’ora e mezza cogestita e condotta in alternanza dalla stessa Mariarosa Mancuso e dal sottoscritto, programma le cui parti sono scomponibili e riproponibili “in parti separate”.

In questi mesi avete cercato di dare un’identità propria alla trasmissione.
La specificità di Alice è che non si occupa tanto di avvenimenti o di attualità letteraria quanto propriamente di libri, nel senso stretto di novità editoriali. Novità presentate possibilmente dagli autori stessi, che intervistiamo. Non mancano ovviamente approfondimenti su temi letterari specifici, come il racconto di personaggi di opere celebri o di oggetti che hanno segnato la storia della letteratura. Nella definizione di novità editoriali, poi, sono naturalmente comprese anche le riedizioni di classici e in parte la saggistica. E la poesia. Poi, ogni conduttore ha il proprio taglio e trasmette al microfono la propria sensibilità, la propria esperienza e il proprio stile.

La letteratura svizzera ha uno spazio di rilievo nel programma.
Vero: dei vari “movimenti” che compongono la trasmissione, quello dedicato alla nostra letteratura è l’unico che si ripresenta regolarmente tutte le settimane, e segue sempre l’intervista iniziale più lunga, quella che confluisce in Geronimo Letteratura. In questo spazio, per superare l’ostacolo linguistico che spesso si viene a creare – ci occupiamo di molti testi non tradotti, o non ancora tradotti in lingua italiana –, ci affiancano alcuni collaboratori, in parte esterni: i nostri corrispondenti Yari Bernasconi, Pierre Lepori e Raniero Fratini, così come Natascha Fioretti e Mattia Mantovani (peraltro, per motivi di organizzazione interna proprio Yari Bernasconi condurrà alcune puntate a novembre e dicembre). Ma dovrei ricordare anche tutti coloro che spesso intervengono per presentare classici e opere straniere, da Massimo Gezzi a Marco Rossari, da Laura Forti a Massimo Raffaeli, per citarne soltanto alcuni. Una collaborazione davvero preziosa.

Avete anche pianificato delle uscite sul territorio.

Nel corso dell’ultima primavera abbiamo trasmesso in diretta da tre manifestazioni letterarie svizzere: gli Eventi letterari di Ascona in aprile (con Moira Bubola e Mariarosa Mancuso), ChiassoLetteraria a inizio maggio (con Matteo Martelli e il sottoscritto) e le Giornate letterarie di Soletta a inizio giugno (con Yari Bernasconi e ancora il sottoscritto), un grande successo di pubblico, ben oltre ogni aspettativa. In quest’ultima occasione abbiamo scoperto di essere seguiti anche a nord delle Alpi e da un pubblico non per forza italofono, notizia che, in un mondo nel quale i riscontri sulle trasmissioni prodotte sono purtroppo rari, ci ha reso felici – così come, ovviamente, l’interesse di Viceversa Letteratura. Per l’inizio della nuova stagione non sono previste altre “uscite”, ma sicuramente ritorneremo laddove siamo stati all’inizio dell’anno. Comunque, nella prima puntata di settembre ci siamo giovati della corrispondenza di Yari Bernasconi dal festival Le livre sur les quais di Morges; e per l’occasione Laura Forti ha presentato al pubblico italofono Soif, l’ultima opera della scrittrice belga Amélie Nothomb, che a Morges era presidente d’onore. E poi abbiamo proposto un’intervista alla storica dell’arte Anna Ottani Cavina realizzata al Festivaletteratura di Mantova dalla collega inviata sul posto Monica Bonetti.

Parliamo dello svolgimento delle interviste e dei contatti personali che si finiscono per instaurare preparando una trasmissione come questa.
Cerchiamo il più possibile di evitare le interviste al telefono, privilegiando la presenza degli ospiti in studio. Naturalmente le interviste con gli autori sono generalmente dei bei momenti, talvolta divertenti: al microfono anche gli scrittori noti per avere un brutto carattere (e ce ne sono!) si fanno di solito accondiscendenti e, diciamo così, mansueti. Devo anche ammettere che grazie agli incontri che ho fatto per Alice ho potuto approfondire la mia conoscenza della letteratura svizzera. Al di là dei rapporti personali, per me davvero non è poco.

Il pranzo è finito da un pezzo. Ringrazio Massimo Zenari e mi perdo a immaginare un circolo virtuoso che unisca voce radiofonica e pagina scritta. Mi figuro chi ha letto queste righe sintonizzarsi sulle onde della Rete Due per ascoltare (o riascoltare) Alice, scoprendo in questo modo titoli da leggere o rileggere. Alla trasmissione è dedicata una pagina apposita sul sito della RSI, dove è tra l’altro possibile riascoltare le vecchie puntate (anche se, purtroppo, va detto come di molte manchi un’indicizzazione che permetta un ascolto mirato).

A tutti auguriamo buon ascolto e, naturalmente, buona lettura.