Jacques Mercanton, Losanna (1910-1996), è probabilmente il più cosmopolita degli scrittori svizzeri francofoni. Dopo aver studiato in Francia, Gran Bretagna, Spagna, Cecoslovacchia, ed essere stato lettore all'università di Firenze, diventa professore di letteratura all'università di Losanna. Collaboratore di Joyce, amico di Thomas Mann, Mercanton è autore di vari romanzi, racconti e saggi letterari e musicali. Ha avuto il raro onore di vedere pubblicata in vita la propria opera omnia in undici volumi presso le é ditions de l'Aire di Vevey.
Bibliografia
Il pellegrinaggio della felicità (1948), secondo magistrale romanzo di Jacques Mercanton, è un'opera fatta di ombre, di presenze supplici che si misurano, fatalmente destinate alla sconfitta, con quella che lo storico Maurice Ollender definisce l'umanità dell'umano: l'amore, la malattia, la morte. Siamo in Europa negli anni Trenta, fra la tragedia della rivoluzione sovietica, il mortifero avvento del nazismo, l'imminente catastrofe della seconda guerra mondiale. I personaggi si muovono come sonnambuli tra una Praga non tanto tragica quanto malefica, un'Engadina dove il chiacchiericcio mondano si confonde con le parole di Pascal, e una Parigi ciecamente avviata all'occupazione tedesca. Quasi nessuno di loro è all'altezza del proprio destino, non il dottor Balmont che ama la moglie Marina senza capire la grandezza del proprio amore, non Marina stessa, allegoria dell'altra polarità dell'amore – la morte – per la quale non conta la sventura della storia, ma solo quella dell'individuo. Ogni personaggio è attraversato dal non sapere. Scrive Mercanton: «Non si sa, infatti, se si debba applaudire o piangere; ci si confonde con il proprio cuore; non si sente più se batta ancora; si spia il proprio sospiro». In questo senso ognuno di loro appare struggente al lettore che invece «sa», di quel labile sapere che è dato agli umani. Intensa come la luce del sole citata nella massima di La Rochefoucault posta in epigrafe al testo, Il pellegrinaggio della felicità è un'opera che può essere citata tra le maggiori del Novecento europeo.