Conrad Ferdinand Meyer

Conrad Ferdinand Meyer

Conrad Ferdinand Meyer nacque nel 1825 a Zurigo in una famiglia di patrizi. Tra il 1943 e il 1844 visse a Losanna, dove imparò perfettamente il francese. A causa di una malattia psichiatrica tra il 1852 e il 1892 visse in un ospedale psichiatrico. Dopo il suicidio della madre nel 1856, Meyer si trasferì a Parigi e nel 1858 si spostò in Italia. Le opere d'arte italiane ebbero un grande impatto su di lui e furono decisive per il suo percorso artistico. Tuttavia raggiunse il successo in ambito letterario appena nel 1872, quando pubblicò la raccolta di poesie Huttens. Nel 1877 si trasferì a Kulchberg nei pressi di Zurigo, dove visse fino al termine della sua vita, nel 1898. Meyer è, inseme a Jeremias Gotthelf e Gottfried Kelle, uno dei scrittori e poeti svizzeri più importanti del diciannovesimo secolo. Ha scritto delle poesie di un forte simbolismo plastico e romanzi storici e racconti estremamente delicati.

Bibliografia

traduzione di Mattia Mantovani , Locarno, Dadò, 2018.

Per quanto facciano parte, insieme a Jeremias Gotthelf, della cosiddetta “triade” dei classici della letteratura svizzera tedesca dell’Ottocento, è difficile pensare a due scrittori più diversi di Gottfried Keller e Conrad Ferdinand Meyer. Gli unici punti di contatto sono le origini zurighesi, il realismo narrativo e una spiccata tendenza alla solitudine, che però in Keller è il prodotto di un carattere burbero e scontroso mentre in Meyer è la conseguenza di un profondo disagio psichico ed esistenziale. Date queste premesse, un dialogo sembrerebbe semplicemente impossibile. E invece il carteggio tra Keller e Meyer, proposto in questo volume per la prima volta in versione italiana, nasce proprio da queste differenze che si compongono in una sorta di vicina lontananza, fatta di ritrosie, confessioni, reciproche richieste di aiuto e sostegno.
Quello che si profila è uno spaccato molto preciso e per molti versi inedito e sorprendente della vita dei due scrittori. Completano il volume due scritti di Meyer su Keller: il breve ma toccante necrologio apparso sulla Neue Zürcher Zeitung due giorni dopo la morte e uno scritto più lungo e meditato, redatto ad alcune settimane di distanza su richiesta di una rivista letteraria tedesca.

(dalla presentazione del libro, Dadò)

Conrad Ferdinand Meyer - Gottfried Keller : Briefe 1871 bis 1889 , bearb. von Basil Rogger ... [et al.], Göttingen, Niedersachs Wallstein, 2014.
Coup de feu en plein sermon, suivi de Plaute au couvent de femmes , trad. de l'allemand par Charles Jeanson, Lausanne, L'Âge d'Homme, 2013.
Les Souffrances d'un enfant , trad. de l'allemand et annoté par Anne-Sophie Petit-Emptaz. Suivi de "Conrad Ferdinand Meyer ou Le dévoilement mélancholique", par François Sauvagnat, Paris, Anthropos, 1997.
La Femme juge , avant-propos de Jean-Luc Seylaz, traduzione di Marion Graf , Vevey, Editions de l'Aire, 1994.
Les Noces du moine , trad. de l'allemand par Charly Clerc, Lausanne, L'Âge d'Homme, 1989.
L'Amulette, suivi de Le Page de Gustave-Adolphe , trad. de l'allemand et annotés par Charles Jeanson, Lausanne, L'Âge d'Homme, 1989.
Le Saint , trad. de l'allemand par Charly Clerc, Lausanne, L'Âge d'Homme, 1984.
Plautus im Nonnenkloster , Leipzig, H. Haessel, 1982.
Jürg Jenatsch , Leipzig, H. Haessel, 1976.
La Tentation de pescara , traduit et préfacé par Paul Sucher, Paris, Montaigne, 1953.
Angela Borgia , Leipzig, H. Haessel, 1891.
George Jenatsch , trad. de l'allemand par Edouard Porret, Lausanne, Payot, 1889.
Die Versuchung des Pescara , Leipzig, H. Haessel, 1887.
Die Richterin , Leipzig, H. Haessel, 1885.
Die Hochzeit des Mönchs , Leipzig, H. Haessel, 1884.
Das Leiden eines Knaben , Leipzig, H. Haessel, 1883.
Gustav Adolfs Page , Leipzig, H. Haessel, 1883.
Der Heilige , Leipzig, H. Haessel, 1880.
Der Schuß von der Kanzel , Zürich, Orell Füssli, 1877.
Das Amulett , Leipzig, H. Haessel, 1873.
Engelberg , Leipzig, H. Haessel, 1872.
Huttens letzte Tage , Leipzig, H. Haessel, 1872.
Romanzen und Bilder , Leipzig, H. Haessel, 1870.
Zwanzig Balladen von einem Schweizer , Stuttgart, J.B. Metzler, 1864.