Piero Scanziani è stato uno degli autori più prolifici del Novecento. Lo scrittore si è spento il 27 febbraio 2003 all'ospedale della Beata Vergine di Mendrisio in seguito a una polmonite. Poligrafo instancabile, autore di romanzi, saggi, manuali, enciclopedie, cinofilo. Percorrendo le principali tappe della sua lunga vita, si rimane sbalorditi dalla quantità e dalla varietà degli interessi. Si va dalle riflessioni sull'età, alla cinofilia, dal buddismo, alla galassia new age. Già le sue origini paiono predestinarlo all'eclettismo: nato a Chiasso nel 1908 da padre italiano e da madre grigionese, frequenta le scuole a Lugano, Mendriso e Como. Il suo esordio giornalistico avviene a «Gazzetta ticinese». Negli anni '30 diventa direttore del «Fascista svizzero», poi trasformato in «A noi!». In seguito, nella veste di corrispondente, collabora con diverse testate, dal «Bund» alla «Gazette de Lausanne», da «La Suisse» al «New York Times». Le sue attività, nel dopoguerra, s'allargano a tutto il mondo della comunicazione: prima i periodici poi la radio, il cinema, la televisione, il teatro. Non c'è ambito che non lo attiri, che non solleciti la sua innata curiosità. La stessa che lo porta in giro per i cinque continenti: visita le Americhe, l'India, l'estremo Oriente. Nel 1967 fonda a Chiasso le edizioni «Elvetica», promuovendo in prima persona la pubblicazione di una trentina di volumi di autori svizzeri di lingua italiana. Animalista della prima ora, conferenziere, animatore culturale, si dedica ad esplorare i misteri dell'animo umano, l'interiorità, le varie «arti» che permettono di campare a lungo: l'arte della longevità, l'arte della giovinezza, l'arte della guarigione, eccetera. Dispensa consigli per respirare correttamente, raccomanda pratiche per ritemprare il corpo e lo spirito. Numerosi, come lo sono state le sue pubblicazioni, i premi e i riconoscimenti ricevuti nel corso della sua lunga carriera. Ci limitiamo a menzionare il Premio internazionale Dante Alighieri (1980), il Premio Internazionale Mediterraneo (1985), il Premio europeo per la narrativa Carlo Alianello (1991) e il Premio Fondazione Schiller per l'insieme della sua opera (1997). Nel 1985 e nel 1986 fu anche finalista al Premio Nobel per la letteratura assieme a Max Frisch e Friedrich Dürrenmatt. «La vita è eterna in ogni suo essere e in ogni creatura. Si cambia e si rinnova in tutto l'Universo, volto alla beatitudine divina». (Testo da: «Piero Scanziani, ossia l'arte di ridar vita e senso agli animi», articolo del «Giornale del popolo», 28 febbraio 2003). In un articolo del 1967 Edoardo Anton scrive: «[…] Piero Scanziani scrive da narratore ossia cerca la verità nel dolore e nel riso umani, racconta storie di uomini e di donne (e, tra parentesi, di uno straordinario fanciullo). Ma dopo I cinque continenti, Felix, Libro bianco, una nuova rivoluzione scoppia nell'interno di questo singolare scrittore: è la scrollata di spalle del mistico che lascia gli altri e sale sulla montagna. E Piero Scanziani ci lascia, nel senso che non vuole più parlare di noi: vuole parlare a noi. Diviene perciò un saggista: Avventura dell'uomo, Millenni, Il nostro giorno, Bestiario, L'altra faccia».
Bibliografia scelta
La chiave del mondo. Romanzo. Milano, A. Corticelli, 1941
Der schlüssel zur Welt. Ein Roman, der nach dem Sinn des Lebens forscht. Übersetzung von Berthold Fenigstein. Zürich, Pan, 1944
La clé du monde. Roman de la psychanalyse. Traduction de Denise Grégoire. Paris, La Nouvelle édition, 1946
I cinque continenti. Romanzo. Milano, A. Corticelli, 1942
Drei Männer suchen die Wahrheit. Roman. Übersetzung von Ernst Gamper. Zürich. Rascher, 1945
Giudizio di Adamo. Romanzo. Lugano, s.n., 1958
Alessandro. Drama in due atti e sette quadri. Roma, s.n., 1967
Quando tutto va male … e altri racconti tristi dell'alto Ticino. Con un Rittrato di Guido Calgari di Piero Scanzini. Chiasso, Elvetica, 1968
Libro bianco. Romanzo. Chiasso, Elvetica, 1968
Entronauti. Viaggio. Chiasso, Elvetica, 1969