Gertrud Leutenegger (1948-2025)

Gertrud Leutenegger (1948-2025)
© Yvonne Böhler

Gertrud Leutenegger è nata nel 1948 a Svitto, dove è cresciuta, ma ha vissuto anche diversi anni nella Svizzera francese e italiana. Ha studiato regia all'Accademia di arte drammatica di Zurigo e nel 1978 ha lavorato come assistente alla regia di Jürgen Flimm al Hamburger Schauspielhaus. Gertrud Leutenegger ha vissuto diversi mesi in Giappone e poi a Zurigo. La sua opera comprende romanzi, racconti, poesie e testi drammatici. L'autrice ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui, da ultimo, il Premio letterario di Soletta 2023 e il Premio artistico della città di Zurigo 2024. È mancata il 20 giugno 2025 a Svitto.

SRF-Nachruf

Schweizer Buchjahr: Nachruf von Philipp Theisohn

Nachruf in der NZZ von Paul Jandl

Nachruf im Tages-Anzeiger von Nora Zukker

Bibliografia

traduzione di Gabriella de'Grandi , Locarno, Dadò, 2023.

«Avevamo un destino, abissi, e questa fame di vita che consuma. Come eravamo ricchi».
Un villaggio vicino al confine italiano. La narratrice vi torna la sera tardi dopo avere ricevuto la notizia della morte di Orion, l’uomo con il quale ha vissuto molti anni prima di fuggire. Vorrebbe passare la notte prima della messa funebre alla locanda al margine del bosco, un’antica villa padronale che ora appare abbandonata. Il locandiere siciliano è partito, come ogni anno la cameriera è tornata al suo villaggio oltre confine per il carnevale, quando gli abitanti si travestono da «belli» e «brutti». La donna trova riparo nella sala aperta, dove in passato sedevano insieme. Ma turbata da racconti inquietanti che tornano dalla valle vicina, oppressa dai ricordi di Orion e da immagini dell’infanzia, sprofonda in una condizione che oscilla tra veglia e sonno. Non sono solo scene del passato a ossessionarla, ma anche figure mascherate che l’atterriscono e l’attraggono al contempo. Emigrati, fuggiaschi, lutti, fuochi fatui del carnevale si fondono in un presente da sonnambuli.

(Dalla presentazione del libro, Dadò)

Partita , Wädenswil, Nimbus, 2022.
Späte Gäste , Berlin, Suhrkamp, 2020.
Das Klavier auf dem Schillerstein , Wädenswil, Nimbus, 2017.
Panique printanière , traduzione di Lionel Felchlin , Carouge-Genève, Zoé, 2017.
Panischer Frühling , Berlin, Suhrkamp Verlag, 2014.
Matines de l'oiseleur , avec la collaboration de Marion Graf, traduzione di Yves Guignard , Carouge-Genève, Zoé, 2011.
Matutin , Frankfurt a.M., Suhrkamp, 2008.
Pomona , Frankfurt a.M., Suhrkamp, 2004.
Sphärenklang , Düsseldorf, Eremiten-Presse, 1999.
Acheron , Frankfurt a.M., Suhrkamp, 1994.
Medusa , traduzione di Lidia Castellani , Milano, Marcos y Marcos, 1990.
Meduse , Frankfurt a.M., Suhrkamp, 1988.
Das verlorene Monument , Frankfurt a.M., Suhrkamp, 1985.
Kontinent , Frankfurt a.M., Suhrkamp, 1985.
Komm ins Schiff , Frankfurt a.M., Suhrkamp, 1983.
Wie in Salomons Garten , Düsseldorf, Eremiten-Presse, 1981.
Gouverneur , Frankfurt a.M., Suhrkamp, 1981.
Lebewohl , Frankfurt a.M., Suhrkamp, 1980.
Ninive , Frankfurt a.M., Suhrkamp, 1977.
Vorabend , Frankfurt a.M., Suhrkamp, 1975.