Giuliana Pelli Grandini, nata a Lugano nel 1951, era narratrice e saggista (si occupava in particolare di terapie psicomotorie infantili). È morta il 21 aprile 2024.
Bibliografia
Da dove nascono i racconti? Ogni narrazione, collettiva o d’autore, ha diverse fonti e sincronie che, ad un certo punto, sembrano miracolosamente combaciare, tradizioni, esperienze, curiosità, il fascino dell’uguale e del diverso, memoria, vissuto, immaginazione, certo. Ma anche l’immaginazione non scaturisce dal nulla, è amalgama di quello che siamo e di ciò che desideriamo, del nostro io, radicato e, insieme, sospeso nel tempo e nella geografia, formato poi dagli incontri e dai sogni che tanto sono rivelatori.
Per Giuliana Pelli Grandini il nucleo ispirativo, in qualche modo primordiale della creatività letteraria, è costituito dalla famiglia, le storie, avventure e tragedie, che affondano nel passato e che proseguono con i figli e nipoti, quell’universo-bambino che tanto influenza, anche nella forma stilistica, la scrittura. A questo punto, entra in scena l’attività professionale nell’ambito della terapia psicomotoria infantile, oltre a molti altri filoni di interessi personali, il teatro, la fotografia, la musica, l’arte in generale, la cui passione le è stata trasmessa dal padre. È come una vasta tavolozza di colori che in sé, presi isolatamente, non significherebbero nulla, l’abilità consiste nell’usarli coma materia calibrata, rielaborata, trasfigurata, per raggiungere la giusta tonalità in cui visione, parole, persino suoni arrivino a coincidere. Senza dimenticare naturalmente il livello onirico.
(Dall'introduzione di Manuela Camponovo, presentazione del libro Alla chiara fonte)