Fine precoce del giovane D.S.

Daniele Sichem è l’ultimo discendente di una famiglia scampata alla shoah che sopravvive alla memoria dell’orrore sofferto conducendo una vita modesta a Como. Daniele è molto dotato negli studi, e diventa un economista di successo per una società finanziaria di Zurigo. Si rende presto conto, però, di essere stato coinvolto in qualcosa di più grande di lui.
Anche se la trama sembra quella di un poliziesco, la storia raccontata in questo libro inizia quattromila anni fa, l’epoca di Abramo, e arriva a oggi, nell’era della globalizzazione, del consumismo, del risveglio dell’intolleranza e dell’antisemitismo, perché «la vastità del tempo non separa ma unisce, ogni volta le cose sono già iniziate». Così i Quaderni neri di Heidegger e il contrabbando di armi fanno parte dello stesso scenario che vede Daniele nel ruolo di vittima predestinata.

(Dalla presentazione del libro, Dadò)

Rassegna stampa

"Se le parole hanno un peso, Curonici le seleziona con grandissima attenzione, per sgravare Daniele da qualunque stereotipo o colpa potenziale; a parte naturalmente il «peccato originale» della sua origine razziale, uno scandalo che da quattromila anni – ma con un tremendo apice nel Novecento – non ha ancora esaurito la sua azione nefasta: «Da qualche parte nel tempo era avvenuta una malvagità collettiva, di una tale vastità che era impossibile a un ragazzo capacitarsene con pensiero lucido. Sei milioni di persone erano state assassinate»." (Pietro Montorfani, Azione, 8.10.2018)