in parole polvere

seduto nel tram, come col broncio nel riflesso
anche se soltanto pensieroso, e pensi infatti
alla morte - a quella che vivifica, e a quella
che invece paralizza. stamane, uscendo di
casa, lasciavi impronte nella neve - stasera,
rientrando, non v'era nemmeno la minima
traccia del tuo passaggio - perché mai poi
dovremmo essere tanto diversi dal cielo?

(da in parole polvere)

Rassegna stampa

Davide Monopoli. Il titolo della sua raccolta di versi è già significativo: in parole polvere , LietoColle di M. Camelliti, Faloppio (Como). No, non c'è errore di stampa: polvere , non povere . Ma sulla polvere, sul foglio bianco, deve vincere, vince la speranza. La scrittura è il traguardo cui mira la poesia come àncora di salvezza, scoglio cui aggrapparsi per sottrarsi al naufragio: «che cos'è che ti spaventa della vita? / che è la vita - e che è incommensurabile, / e che d'innanzi ad essa sei assolutamente / solo - e l'unica cosa che tu possa fare / per cercare di tenerle testa, è mettere / fra te e lei un esile foglio bianco». Non era già la prospettiva dei greci? Scrive il grecista Dario del Corno, in «Domenica» del 23 settembre '07: «La poesia è per i Greci una memoria positiva, costretta a cercarsi la strada in un dedalo di ipotesi. Tali ipotesi per altro sono costruite della materia più labile, aurea, “assurda” che esista: la parola ». E se questo è un discorso troppo «alato» per giovanissimi che sbandano a povere mete, vadano a leggere qualche pagina di un libro divertente e incisivo come La gallina volante di Paola Mastrocola, Parma, Guanda, 2000 [...]. Mi restano un paio di righe per dire che le un po' bizantine poesie del Monopoli sono da leggere, non da riassumere. Non si riassume una grammatica (qui della poesia). Vedere, della Mastrocola, le pp. 86-87. (Giovanni Orelli, Azione, 06.11.2007)