Cara Clarissa

Dall'autrice de Una famiglia perfetta, libro del mese di Fahrenheit, ecco una nuova storia al femminile. Giulia è venuta a cercare in po' di pace, o forse a ritrovare se stessa, in un solitario chalet nelle Alpi svizzere. Inaspettatamente non sarà lei a ritrovarsi, ma il suo passato a bussare alla porta, ad aprire uno spiraglio nella memoria e a costringerla a tirare le somme di una vita di cui forse non risulta soddisfatta. L'angoscia del foglio bianco e di una lettera che non riesce a portare avanti, diventano i mezzi per raggiungere un più intimo rapporto con se stessa e per scavare, cercare e riportare alla luce elementi di un passato rimasti in sospeso.Una scrittura nitida, spietatamente precisa, che esalta il dettaglio e si addentra nel vissuto della protagonista, ci mantiene con il fiato sospeso fino alla definitiva resa dei conti. In un'alternanza continua tra presente e passato, Giulia ricompone una storia personale, riproponendo un dramma tipicamente femminile tra dovere e piacere, agio e soddisfazione, conducendoci a un'insolita soluzione.

(Dalla presentazione del libro)

Nota critica

Apprezzata autrice di romanzi in francese (di cui finora è stato tradotto solo Una famiglia perfetta, Iacobelli, 2010), Silvia Ricci Lempen affronta con una lingua impeccabile – usandone potenzialità poetiche, dosandone la forza descrittiva e narrativa – questa prima prova nella sua lingua d'origine. Per l'occasione sceglie di raccontare il riaffiorare dei ricordi in Giulia, borghese annoiata che in un monologo interiore, a cavallo tra un passato abitato da compagne di liceo della Roma bene e un presente fatto di sigarette fumate nella noia di uno chalet alpino, fa i conti con una vita vissuta solo a tratti.

(Roberta Deambrosi«Viceversa Letteratura», n. 7, 2013)