Il giudice e la rondine
Una storia noir

All’inizio sembra un caso come gli altri. Elia Contini, l’investigatore già protagonista di quattro romanzi di Andrea Fazioli, deve tenere d’occhio un uomo su incarico della moglie. Il solito marito fedifrago? Niente affatto. Mario Madocchi, ex giudice allontanato dalla magistratura, è alle prese con qualcosa di più oscuro. Alice, sua moglie, vuole capire che cosa stia succedendo. Sulla scena del Canton Ticino, fra città di lago e paesi di montagna, Contini si muove seguendo il suo fiuto più che la logica. Lavora a Lugano ma ogni sera rientra in montagna, dove cammina a lungo nei boschi. È pieno di debiti, d’incertezze sentimentali… ma quando fiuta una pista non la molla, a costo di rischiare in prima persona. Così, sullo sfondo di una splendida primavera che diventa estate, ricostruisce una storia di traffici loschi, ricatti, paure nascoste in un cassetto. La sottile ironia, che tocca di striscio personaggi e situazioni, non nasconde l’inquietudine di questo racconto teso e ricco di atmosfera. Sotto la superficie di un paesaggio lindo e quasi in miniatura, esistono tutte le tipologie delle debolezze umane, fino al balenare di un crimine.

(Dalla presentazione del libro)

Nota critica

Dopo Guido Moretti, protagonista di Uno splendido inganno (Guanda, 2013), Il giudice e la rondine segna il «ritorno» dell’investigatore Elia Contini, già personaggio principale di tutti i precedenti romanzi di Andrea Fazioli. Qui, però, la trama – legata ai guai di un ex giudice diventato ristoratore e sua moglie; minacce, omicidio e invaghimenti inclusi – diventa quasi secondaria, perché Fazioli si fa sempre più attento all’atmosfera e meno cauto nel penetrare la psicologia dei personaggi, improvvisamente ambigui, sinistri, ma anche più affascinanti e umani. (yb)