Calendario verosimile
Racconti

Traendo spunto dai suoi viaggi e incontri nei panni di alpinista, giornalista e autore di documentari, Mario Casella racconta un calendario verosimile. "Ma non è possibile..." Quante volte facciamo questo pensiero quando sentiamo storie inverosimili spacciate per autentiche? Quelle narrate sono storie che potrebbero essere vere. Dodici storie verosimili per un calendario che sembra incredibile. Un viaggio nel reale con il veicolo della fantasia. Il tasso di corrispondenza con il reale varia da storia a storia. Alcuni episodi sono quasi veri e le carte degli eventi rimescolate. Altre pagine sono frutto della fantasia, ma anche in questi casi è stata la realtà a ispirare il racconto. Non si tratta mai di storie false. Pur se non sono vere, non sono inverosimili. Anche se possono sembrare incredibili, non sono impossibili. I racconti sono legati a fatti di cronaca riportati nella parte finale di ogni racconto, il vero Calendario, che ogni lettore può mettere in relazione con le pagine nate dalla fantasia dell'autore.

(dalla presentazione del libro)

Rassegna stampa

«Dodici “pezzi” – che non chiamerei racconti – per dare un nome, un volto, una parola a un’umanità di cui non sappiamo nulla. […] Un palcoscenico sul quale a tutti è assegnato un ruolo – ne siano o no coscienti –, che la narrazione di Casella drammatizza per rendere esemplare. E in fin dei conti è ciò che si chiede alla parola scritta: salvare almeno se stessa se il mondo non si può più.» (Erminio Ferrari, «La Regione Ticino», 14.04.2014)

Intervista di Gianni Delli Ponti con Mario Casella in occasione dell'uscita di Calendario verosimile (RSI Rete Due, 15.04.2014).

Nota critica

Calendario verosimile è una raccolta di racconti di tema soprattutto alpinistico; dodici in tutto, uno per ogni mese dell’anno. Più del termine calendario però, che sa di artificio compositivo, è l’aggettivo verosimile a contare. I racconti sono – come dice l’autore nell’Avvertenza – «un viaggio nel reale con il veicolo della fantasia»: storie forse non vere, ma «mai inverosimili». A ispirarle è un fatto di cronaca, e in coda a ogni testo è puntualmente riportata la notizia d’agenzia da cui la storia ha preso spunto. Anche lo stile è giornalistico, un ibrido tra cronaca e racconto. Prima che scrittore infatti, l’autore è giornalista (per la RSI) e alpinista. Questa è la sua seconda prova “narrativa” dopo il bel reportage Nero-bianco-nero (2011), che narra una traversata sci ai piedi del massiccio del Caucaso. Nel complesso va detto che i racconti fanno fatica a emanciparsi dalla notizia che li ispira; è però meritevole lo slancio a raccontare realtà distanti (quando non distantissime) da noi e dal nostro quotidiano. Come scrittore-giornalista, Mario Casella è sicuramente un autore che ha qualcosa da dire.

(Matteo Ferrari, Viceversa ha letto…, 07.08.2014)